L’OCCUPAZIONE DEI DISABILI IN ITALIA E’ AL DI SOTTO DELLA MEDIA UE DEL 20%

Quest’ultimo primo maggio ha portato l’attenzione su tante problematiche relative al lavoro e ha acceso un faro su molte tematiche delicate, l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità è una di queste.

Come leggiamo in un articolo deI ilfattoquotidiano.it, la situazione in Italia è drammatica. Mentre negli altri paesi europei le persone con disabilità occupate sono in media il 50%, in Italia si arriva solo al 35,8%, hanno un’età media di 59 anni e un basso livello di invalidità – comunica Enrico Seta, presidente dell’Agenzia nazionale disabilità e lavoro (Andel).

Inoltre, le donne sono molto penalizzate: toccano a stento il 40% rispetto al 60% degli uomini, la metà di tutti gli occupati si trova in Lombardia, mentre tutto il resto d’Italia, regioni comprese, occupa la restante metà. “Se sei una giovane donna del Sud con invalidità elevata non perdi neanche tempo a iscriverti nelle liste della legge 68/99” afferma il presidente Seta.

L’ attuale ministra per le disabilità, Erika Stefani – parlando al Festival del lavoro organizzato dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro e dalla Fondazione studi consulenti del Lavoro – afferma: “E’ evidente che bisogna correggere e sensibilizzare”. Ma la questione principale su cui bisogna lavorare secondo la ministra è la legge 68/99 sull’inclusione lavorativa: “È importantissima, ma servono dei miglioramenti, dei passaggi ulteriori, a partire dalla creazione della banca dati e abbiamo ancora tanto da fare su questo. In tal senso il nostro rapporto con gli ordini professionali è altrettanto fondamentale e vogliamo dialogare con loro”, conclude.

L’inclusione lavorativa è uno dei temi fondamentali per tutte le persone, ma per chi ha una disabilità, avere un’occupazione diventa, se possibile, ancora più determinante per poter avere un minimo di autonomia e poter strutturare progetti di vita indipendente.