Disabilità e lavoro. Avere o essere.

Le persone con disabilità: una risorsa importante per tutti

Viviamo in una società che ha ancora molta strada da fare in tema di accettazione delle diversità e comprensione di come una differenza, o un’assenza, non necessariamente implichino un minus, ma siano, più spesso di quanto si creda, un portale per un’esperienza umana di crescita.                                              Quindi, in ultima analisi, un plus.
Scriveva Erich Fromm – psicologo e psicoanalista tedesco – in uno dei suoi più famosi libri, Avere o Essere: “L’avere si riferisce alle cose e le cose sono fisse e descrivibili. L’essere si riferisce all’esperienza e l’esperienza umana è in via di principio indescrivibile.”

Non siamo, quindi, ciò che abbiamo o non abbiamo, non siamo le nostre emozioni, non siamo i nostri pensieri, né il nostro corpo. Perciò neppure una caratteristica fisica o mentale può definire l’esperienza del nostro essere in relazione a noi stessi o agli altri con un valore assoluto, poiché tutto ciò che siamo è sempre il frutto di una relazione ed è mutabile. Di certo c’è solo che ogni vita ha la sua dignità e un valore umano incalpestabile che abbiamo il dovere di garantire, costruendo una società in cui ogni essere umano, a prescindere dalle proprie condizioni, possa esprimere sé stesso e godere di salute e benessere psicosociale.

Per il resto siamo in relazione a come ci percepiamo e a come entriamo in relazione con il mondo portando le nostre caratteristiche agli altri, e allo stesso tempo in base a come esse vengono lette e percepite dalle persone con cui ci interfacciamo.
Per questo non si è disabili, si ha una disabilità. Sembra un gioco di parole sottile e formale, ma non lo è. Lontani da una speculazione semantica, pensare di avere una disabilità, anziché essere disabili, cambia completamente la prospettiva del vivere. Perché non rende più persone senza, ma persone con. Diverse quindi, ma pienamente abili. Forse persino Super-Abili. Ed è da questo pensiero che nasce il nuovo blog di Superjob: SuperAbility.

Perché una disabilità, che sia nostra o di qualcuno che abbiamo di fronte, ci porta a dover trovare altre soluzioni per entrare in relazione con il mondo, ci impone di scoprire altre abilità. E se è vero che l’esperienza umana è indescrivibile, nel senso anche e soprattutto di irriducibile a uno standard chiuso e definito, allora questo ci conduce fino alle Colonne d’Ercole dell’esperienza individuale e sociale conosciuta e ci impone di varcarle per scoprire un mondo nuovo. Ciò è vero per chi ha una disabilità come per chi ne vive l’esperienza nella propria vita in quanto parente, familiare, amico, collega di lavoro.

La riflessione che abbiamo fatto noi di Superjob – un progetto di Neopharmed Gentili S.p.A. e Page Group – insieme a Insuperabili – organizzazione promuove una rete di Scuole Calcio rivolte a bambini e ragazzi con disabilità – è che per arrivare ad oltrepassare davvero queste Colonne d’Ercole sia necessario avere il coraggio di sperimentare soluzioni e raccontare il risultato di queste esperienze. Immaginare rotte nuove ed essere disposti a credere che al di là di un navigare incerto possa esserci un continente nuovo, di cui già, per fortuna, si è provata l’esistenza.

Insuperabili, realizza anche percorsi di inserimento lavorativo mirati e creati in collaborazione con i Servizi del territorio, la Regione Piemonte ed Enti formativi. Lo scopo è di analizzare e valorizzare le competenze e le potenzialità di ognuno, integrando in una “speciale normalità” strumenti specifici, mutuati dall’ambito psicoeducativo, con le realtà lavorative tradizionali per un conseguente beneficio dell’intera organizzazione.

Ma non è l’unica realtà che opera in tal senso. Parleremo di aziende importanti e della nuova e sempre più rilevante figura del Disability Manager. Parleremo
dell’operato del giovane Ministero delle Disabilità, istituito nel 2018, che il 5 maggio 2021, con a capo la nuova Ministra Erika Stefani ha pubblicato “nuovi avvisi per affidamento diretto per realizzazione di studi sulla condizione delle persone con disabilità”, definendo così un chiaro intento operativo che ci auguriamo si traduca in politiche sempre più efficaci a sostegno dell’inclusione occupazionale.

Racconteremo storie di persone con disabilità che questa inclusione la vivono, e altre che ancora lottano. Condivideremo informazioni utili, cercheremo di districarci in un mondo di definizioni e normative articolate e complesse. Faremo il possibile per accendere una nuova, anche piccola, ma significativa luce, in un angolo ancora troppo buio della nostra vita sociale.

Un obiettivo di certo ambizioso quello dell’uguaglianza sostanziale (non formale) nel diritto al lavoro delle persone con disabilità, ma che non possiamo non raggiungere, sia come società civile, sia come repubblica fondata sul lavoro, sia come membri della Comunità Europea. L’UE e i suoi Stati membri, infatti, si sono impegnati a migliorare la situazione socio-economica delle persone con disabilità, sulla base della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e del trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Inoltre, l’Unione europea e tutti i suoi Stati membri sono parti contraenti della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (UNCRPD).

Oggi più che mai, a seguito delle enormi ripercussioni della pandemia da covid-19, crediamo importante, in quest’opera di ripartenza nazionale, ricordarci e ricordare che abbiamo la responsabilità di includere soprattutto le categorie più deboli e quindi maggiormente penalizzate, tra cui i lavoratori con disabilità.
Lo scorso 3 marzo 2021 l’unione Europea ha presentato la Strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030. Si tratta di una nuova ripartenza che però comincia dalla coscienza di ognuno di noi, datori e colleghi di lavoro, familiari, persone con o senza disabilità che hanno la responsabilità, esattamente lì dove si trovano, di mettere in pratica una mentalità diversa con azioni che rendano fattiva l’inclusione professionale.

Il nostro contributo sarà quello di pubblicare un articolo alla settimana, per tenervi informati e aggiornati su ciò che accade, riflettere e portare alla luce storie di vita e lavoro, sempre chiedendoci cosa si può fare di meglio e di più per rendere il diritto al lavoro un diritto realmente tutelato anche per le persone con disabilità.

Di Francesca Diodati