Disability Manager

Di cosa si occupa e perché è così importante

Questo mese abbiamo potuto leggere diverse interviste che coinvolgono datori di lavoro, professionisti in ambito HR e referenti di Associazioni Nazionali.

In tutti questi confronti, è emerso quanto sia essenziale, per azienda e lavoratore, che l’inserimento della persona con disabilità avvenga all’interno di un contesto aziendale inclusivo, perciò attento alle capacità e abilità dell’altro piuttosto che alle disabilità.

L’azienda aumenta la propria produttività e rende “accessibile” il proprio contesto, la persona con disabilità diventa un dipendente come gli altri e acquisisce autonomie sia personali, come la possibilità di percepire uno stipendio che permetta una vita autonoma, sia lavorative, incrementando le proprie competenze e abilità professionali. 

In ogni caso, in un contesto aziendale nel quale si mettono in atto politiche di Disability Management, possiamo individuare un modello aziendale rivolto allo sviluppo dell’inclusione socio-lavorativa di persone con disabilità. 

Queste aziende hanno l’obiettivo di valorizzare le abilità della persona a favore della sua dignità professionale e della produttività dell’azienda stessa. 

Il Disability Management, infatti, chiede un cambio di prospettiva: dalla disabilità vissuta come problema da gestire in azienda, alla disabilità come una delle possibili diversità di cui sono portatori i collaboratori dell’organizzazione; diversità che vanno riconosciute, accolte e valorizzate come potenziali risorse generative di novità, come occasione di crescita per l’azienda.

DISABILITY MANAGEMENT QUANDO E COME NASCE

Il Disability Management, di cui oggi sentiamo sempre più spesso parlare, è un modello aziendale sviluppatosi negli anni ottanta principalmente in Canada e negli Stati Uniti, successivamente in Europa e in Italia, volto a facilitare l’integrazione del lavoratore con disabilità nel contesto aziendale.

Il Disability Management può essere inteso come una prospettiva di cultura aziendale,  perché rappresenta la promozione di un approccio volto alla promozione e sviluppo di un ambiente lavorativo inclusivo, che favorisca l’espressione e integrazione delle abilità di tutti i lavoratori, a beneficio anche di una maggiore produttività aziendale. 

Infatti, nelle aziende in cui le diversità possono integrarsi e dialogare, invece di ostacolarsi, si assiste a un incremento della produttività, grazie all’aumento della creatività e dell’innovazione. 

La diversità, in un contesto aziendale, può quindi essere vista come la variabile indipendente che obbliga l’azienda a rimettersi in discussione per cercare nuovi punti di equilibrio (Angeloni, 2010). 

Valorizzare la persona può divenire strumento per la crescita aziendale sia in termini produttivi che in termini di benessere relazionale del singolo e del gruppo.

Includere significa promuove la partecipazione della persona attivando un supporto organizzativo e relazionale e, dove necessario, ideando accomodamenti ragionevoli che rendano possibile l’agire compartecipe della persona. 

FUNZIONI DEL DISABILITY MANAGER

Il Disability Manager, professionista rappresentante delle politiche di Disability Management, opera secondo il valore dell’equità, in base al quale tutti i lavoratori devono essere messi nelle medesime condizioni per svolgere al meglio il loro operato, oltre il principio dell’uguaglianza, ovvero la messa in atto dello stesso trattamento per tutti. 

Questo aspetto richiede un cambio di prospettiva nella cultura organizzativa, da trattamenti uguali per tutti a trattamenti equi nella diversità. Egli opera all’interno delle risorse umane, avendo come obiettivo la riduzione/prevenzione della disabilità e l’aumento del benessere per tutti i lavoratori.

In Italia il Decreto Legislativo n. 151 del 14 settembre 2015 introduce proprio la figura del “Responsabile dell’inserimento lavorativo nei luoghi di lavoro” che può essere identificata proprio nel Disability Manager. 

UN FACILITATORE A TUTTO CAMPO

 In Italia la figura del Disability Manager ha acquisito, rispetto ad altri paesi, competenze ulteriori che ne fanno un “facilitatore” a tutto campo, con esperienza nell’ambito del superamento di barriere architettoniche e culturali. 

Si tratta, infatti, di un professionista che deve avere la capacità di mettere in rete enti, professionisti, uffici, associazioni in un determinato territorio, con lo scopo di superare e far superare qualunque tipo di barriera

All’interno dell’azienda il Disability Manager può avere diversi compiti, tra cui: 

  • favorire il rispetto della normativa vigente in tema di collocamento mirato;
  • essere il primo referente e supporto del lavoratore con disabilità sia durante il primo inserimento nel contesto aziendale, sia durante lo svolgimento delle proprie mansioni; 
  • promuovere interventi di formazione al personale con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di un contesto inclusivo; 
  • individuare gli eventuali accomodamenti ragionevoli da mettere in atto e verificarne l’efficacia; 
  • collaborare con le Risorse Umane nella selezione del personale con disabilità. 

Infatti, all’interno delle aziende questa figura professionale diventa un importante punto di riferimento della sezione di Selezione delle Risorse Umane, con il compito di favorire lo sviluppo di una cultura aziendale volta all’inclusione e integrazione nella quale ogni lavoratore possa esprimere al meglio le proprie abilità e potenzialità. 

AZIENDE INCLUSIVE

L’azienda inclusiva è organizzata in modo da garantire l’empowerment delle persone che la compongono. Per empowerment s’intende il potenziamento delle capacità di ogni persona in base alle sue specifiche caratteristiche. 

Un’organizzazione che si focalizza su una filosofia e su prassi operative basate sull’empowerment è un’organizzazione più efficace, più competitiva e che meglio si adatta ai cambiamenti socio-culturali.

In conclusione possiamo quindi dire che il Disability Management sia un processo strutturato e studiato all’interno di una organizzazione aziendale con l’obiettivo di favorire una cultura dell’inclusione attraverso l’empowerment delle persone con disabilità, di cui parla anche il programma 2019-2021 dell’Osservatorio della Disabilità istituito presso il Ministero delle Disabilità.

Questa si traduce nella concretizzazione di un lavoro dignitoso per tutti i lavoratori che possa facilitare in ognuno di loro l’espressione delle proprie abilità e potenzialità a favore della produttività aziendale.

(di Daria Fera – Insuperabili)