Lorenzo. Una storia di realizzazione professionale.

L’inclusione occupazionale delle persone con disabilità non è un’utopia

Lorenzo, classe 1995, nasce a Biella con una forte passione che gli scorre nelle vene. Lo sport. Nel 2010 atterra nel mondo del pallone ed entra a far parte dell’Insuperabili Reset Academy di Torino.

Per analogia, come si racconta che la struttura alare del calabrone non è adatta al volo ma lui non lo sa e vola lo stesso, così anche Lorenzo lavora, gioca, ama a dispetto di quelli che gli altri considerano i limiti psico-fisici di una disabilità. Perché un grande giocatore lo è anche nella vita e vede un’autostrada dove gli altri vedono solo sentieri. Oggi, dopo un percorso formativo per l’inclusione occupazionale delle persone con disabilità, ha un contratto di assunzione ed è un lavoratore orgoglioso e impegnato in un supermercato di Torino, ha una vita appagante, colleghi di lavoro e la sua indipendenza economica. Lo abbiamo intervistato per parlare dei suoi sogni e di cosa significhi per lui tutto questo. 

LE PRIME SFIDE

  1. Lorenzo, da bambino cosa sognavi di fare da grande? 

“Inizialmente volevo trovare un lavoro nel mondo dell’agronomia. Successivamente mi sono reso conto che in quel settore non trovavo opportunità interessanti nella mia città; mi avevano spiegato che forse mi sarei dovuto trasferire in montagna o nelle valli. Allora ho cambiato idea ed ho cercato altre strade,  così mi sono specializzato come scaffalista e magazziniere. Ho frequentato dei corsi e fatto dei tirocini per imparare il mestiere, finché fortunatamente attraverso l’impegno, la fiducia e grazie anche al supporto di tutte le persone che ho incontrato in questo percorso di professionalizzazione, ho trovato il mio lavoro attuale di magazziniere/scaffalista in un supermercato. Mi piace molto questo mestiere e mi ritengo fortunato e soddisfatto”.

  1. Quali sono i ricordi del primo giorno lavorativo?

“Il primo giorno del mio nuovo lavoro al supermercato è stato bello. Ero emozionato e quando sono arrivato tutti mi hanno accolto con gentilezza. Mi hanno mostrato il supermercato e presentato i nuovi colleghi. In altre parole mi hanno fatto fare una panoramica della nuova realtà in cui mi sarei immerso e di cui stavo diventando parte. Ed è così che mi sento: parte di qualcosa in cui mi apprezzano esattamente così come sono e apprezzano il lavoro che svolgo, esattamente come accade a tutti gli altri dipendenti. Ho potuto trovare un ambiente in cui trovarmi a mio agio. Come se fossi a casa mia. Una realtà lavorativa in cui  bisogna lavorare in gruppo,  conoscere tutti e andare d’accordo con i collaboratori. Devi cercare di stare bene sia tra gli scaffali che con i colleghi. Ed è quello che è capitato. Mi sento bene quando sono qui e ho un ottimo rapporto con le altre persone.

Ricordo bene, però, anche il mio primo vero giorno di lavoro quando, anni fa, ho iniziato a collaborare nel negozio di abbigliamento Insuperabili Shop. È stato il mio primo impiego, non potrò mai dimenticarlo. Vedere arrivare in negozio e conoscere dal vivo i calciatori che ci venivano a trovare come amici, in quanto testimonial degli Insuperabili, mi ha regalato delle emozioni indescrivibili. Inoltre, poter contribuire con la vendita di magliette, pantaloni, felpe al supporto degli Insuperabili mi ha riempito di orgoglio e felicità. Ho imparato tanto grazie a quella prima esperienza. Ho capito che potevo farcela a conquistare il mio spazio nel mondo del lavoro e che avrei trovato la mia strada e superato le mie sfide.”

LAVORARE CON GIOIA

  1. Oggi svolgi una nuova attività. Cosa ti piace di più e cosa di meno?

“Essendomi specializzato proprio in quello che sto facendo, mi piace la mia mansione. Un’altra delle mie passioni è l’ordine. Lavorare nella grande distribuzione, sistemare i generi alimentari negli scaffali mi è sempre piaciuto. Quanto vado nei supermercati a fare la spesa, mi piace sempre trovare gli articoli da acquistare negli scaffali ben suddivisi e posizionati. Ti devo dire che nel supermercato non ci sono delle cose che non mi piacciono. E’ un lavoro che amo fare in tutto e per tutto. Apprezzo ogni ambiente e situazione, persino il freddo del reparto surgelati. E le cose che non mi piacciono tanto me le faccio andar bene comunque. E’ così che si fa quando si lavora.

Anche nel mio primo lavoro all’Insuperabili Shop mi piaceva molto fare l’inventario, conteggiare i vestiti negli scaffali e mettere tutto in ordine. Anche lì c’erano delle cose che mi piacevano meno, come pulire per terra. Ma anche in quel caso mi impegnavo per cercare di farlo al meglio”.

  1. Sei un giocatore degli Insuperabili, la scuola calcio ragazzi con disabilità. Sul lavoro ti senti di far parte di una squadra e quale ruolo hai?

“Voglio fare una distinzione tra il ruolo che uno ha come giocatore in campo e quello che uno ha sul lavoro. Nel primo caso sei sempre in squadra e ti focalizzi su dei ruoli specifici, tipo attaccante, difensore, ala e senti dentro di essere un giocatore. Nel supermercato, invece, fai si parte di un gruppo ma singolarmente devi avere anche dentro di te delle responsabilità individuali, tipo sistemare da solo i prodotti negli scaffali, controllare le date di scadenza, fare delle cose dove sei solo e non in gruppo. Non c’è nessuno che ti aiuta o che ti dice fai quello piuttosto che quell’altro”.

  1. Qual è il momento più bello della tua giornata lavorativa?

“Se faccio il turno pomeridiano, il momento più bello è sistemare la nuova merce che arriva con i camion. Se invece mi capita il turno di mattina, il momento più bello è il caffè che beviamo tra colleghi prima di iniziare a lavorare. E’ un momento in cui ci diamo la carica a vicenda.

All’Insuperabili shop il momento più bello era sicuramente quello in cui lavoravo assieme ai miei compagni di squadra”.

SAPERE DI AVERCELA FATTA

  1. Cosa ne pensano i tuoi genitori e i tuoi amici?

“I miei genitori e i miei amici sono contentissimi che abbia trovato questo nuovo sbocco professionale. Loro dicono che sia un’opportunità per essere più sociale, aperto e sorridente. In questi anni ho saputo pazientare e ora le cose stanno andando sempre meglio, sono più in giro e svolgo attività che mi piacciono. Inoltre, ho anche tante nuove amicizie. Ecco sì, vorrei trasmettere a tutti l’importanza di pazientare, non arrendersi e mettersi in gioco, avendo fiducia nel fatto che si possono trovare le opportunità giuste”.

  1. Cosa hai imparato allo shop che ti è utile adesso? 

“Facendo un confronto tra il negozio e il supermercato, ci sono molti punti in comune. Per esempio, ti devi preparare per andare a lavoro e arrivare puntuale. Inoltre, la gestione della merce, la sistemazione negli scaffali, la collaborazione tra colleghi, la responsabilità del rispettivo lavoro all’interno del proprio turno e rispondere con gentilezza alla richiesta dei clienti, sono altri aspetti comuni tra le due realtà professionali”.

In conclusione, non resta che aggiungere che la storia di Lorenzo è un bell’esempio di inclusione occupazionale e di valorizzazione dei lavoratori con disabilità. Lorenzo è come tutti l’insieme perfetto di tutte le sue abilità e disabilità, oltre ogni giudizio e definizione, ed è una persona che ha avuto l’occasione di dimostrare come in un ambiente favorevole e consapevole ci sia spazio per l’espressione e la valorizzazione professionale di ognuno. Creare questo ambiente è un dovere di tutti, trovare questo ambiente è un diritto di tutti.

Di Gabriele Scabbia (Insuperabili)