Come non lasciare indietro nessuno

In questi primi mesi di blog abbiamo avuto modo di leggere interviste in cui diversi lavoratori con disabilità e alcune aziende hanno raccontato la loro esperienza di inclusione occupazionale rivolta a persone con disabilità. 

Alcuni di loro hanno citato anche la pandemia e quale impatto questa abbia avuto sull’attività lavorativa. Se diversi hanno potuto continuare a lavorare grazie alla tecnologia e allo smart working, altri sono rimasti a casa: il loro lavoro è stato sospeso. 

In questo ultimo anno, infatti, la situazione di pandemia, ha messo un freno al numero di assunzioni e stage rivolti a persone con disabilità, perché durante il periodo di emergenza sanitaria  gli obblighi di assunzione dei lavoratori con disabilità sono stati sospesi per i datori di lavoro che fruivano degli interventi di integrazione salariale per emergenza COVID – 19, comprese Cassa integrazione in deroga e ordinaria.

Nei mesi di pandemia, inoltre, alcuni lavoratori con disabilità hanno potuto proseguire il proprio impiego adattando l’attività allo smart working, ma altri sono rimasti inattivi per un lungo periodo, non solo perché il proprio lavoro faceva parte di quelli “sospesi” causa lockdown e restrizioni, ma anche perchè lo smart working rappresentava una complessità che li ostacolava. 

Un esempio, di lavoro sospeso causa lockdown e restrizioni è emerso nell’intervista a Lorenzo e al suo datore di lavoro, pubblicata nel mese di giugno. Entrambi ci hanno raccontato come il suo percorso lavorativo fosse iniziato già prima della Pandemia, ma avesse subito uno stop fino a pochi mesi fa.

LA DOPPIA FACCIA DELLO SMART WORKING

La possibilità di sfruttare quasi esclusivamente mezzi tecnologici, durante questo ultimo anno di emergenza sanitaria, e svolgere in smart working il proprio lavoro, infatti, ha comportato per alcuni una buona occasione e una facilitazione fondamentale,  ma, per altri, una nuova e diversa tipologia di emarginazione. Infatti, la possibilità di lavorare in smart working non poteva essere garantita a tutti i lavoratori con disabilità. 

La possibilità di lavorare in smart working non solo non poteva essere garantita a tutti i lavoratori con disabilità perché non tutte le tipologie di lavoro potevano essere svolte a distanza, ma anche perché per alcuni, specie se con disabilità intellettiva, lo smart working ha rappresentato un aumento di difficoltà più che una facilitazione. Per questi lavoratori la sola possibilità è stata la sospensione dal lavoro per un lungo periodo. 

Per quelli per cui la tecnologia ha rappresentato il modo per garantire continuità alla propria attività è stata invece una buona occasione per poter  realizzare una crescita nella gestione della propria autonomia lavorativa. 

Questo, per esempio, è stato il caso di Simone, che, come ci ha raccontato durante la sua intervista pubblicata nel mese di luglio, grazie allo smart working e alla tecnologia, ha conservato il proprio impiego, incrementando anche ulteriormente alcune abilità e competenze, diventando così ancora più autonomo da un punto di vista della gestione dei propri compiti e del proprio lavoro. 

UGUAGLIANZA SOSTANZIALE, NON SOLO FORMALE

La tecnologia, in questo ultimo anno, è stata una compagna costante e quotidiana, l’utilizzo di piattaforme dotate dei criteri dell’accessibilità ha permesso a tanti lavoratori con disabilità di poter continuare a lavorare, ma questo non basta per garantire a tutti le condizioni necessarie per esercitare il proprio diritto al lavoro. 

Il focus sul quale è importante porre l’attenzione è che, in una prospettiva di implementazione delle condizioni di inclusione lavorativa delle persone con disabilità, è importante differenziare le diverse necessità dei lavoratori in base al tipo di disabilità.

 Bisogna ragionare in termini di uguaglianza sostanziale, e non solo formale, chiedendosi come mettere tutti in condizione di poter avere garantita e accrescere la propria autonomia e il proprio inserimento nel mondo del lavoro, senza lasciare indietro nessuno.

(di Daria Fera – Insuperabili)