L’evoluzione digitale è sempre inclusiva?

L’innovazione tecnologica ha sempre prodotto cambiamenti significativi, in questo momento storico, in particolare a causa della pandemia da COVID-19, la crescita nell’utilizzo degli strumenti digitali è stata significativa e benefica. Questo trend ha impattato l’intero mondo del lavoro e ci si chiede quali conseguenze abbia avuto e avrà rispetto ai lavoratori con disabilità.

Abbiamo già parlato del Tech Economy Hub organizzato dal Sole 24 Ore, e in particolare della sessione a cui Superjob ha partecipato in cui abbiamo discusso, con diversi ospiti tra cui il Ministro per le Disabilità Erika Stefani, delle necessità di evoluzione nell’approccio all’inclusione lavorativa

Proprio in questa occasione è stato evidenziato come le nuove tecnologie, se da un lato possono costituire una grande opportunità, dall’altro non mancano i casi in cui si traducono in nuove barriere digitali che aumentano l’isolamento e l’esclusione.

IMPORTANZA SUPPORTI HI-TECH 

Dai dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità risulta che esistono circa un miliardo di persone disabili in tutto il mondo, con disabilità fisiche: della vista, dell’udito, del movimento o altre forme, e cognitive. 

E’ innegabile che le nuove tecnologie offrano strumenti che facilitano l’accesso al lavoro.  Soprattutto con l’arrivo del lockdown, la necessità di poter svolgere la maggior parte dei lavori a distanza, ha fatto in modo che fossero realizzati numerosi supporti hi-tech finalizzati a rendere possibili moltissime attività che altrimenti sarebbero state particolarmente complesse.

Helpmini, ad esempio, è una tastiera di dimensioni ridotte studiata per chi muove le mani in modo limitato e ha poca forza nelle dita. I tasti sono di 1 centimetro quadrato e ci sono alcuni pulsanti che sostituiscono le funzioni del mouse.

Anche il Disability Mouse è stato realizzato con la stessa finalità. Viene controllato con la bocca e il click funziona con l’inspirazione di aria.

Il pc AllinOne Touch è invece un computer multitouch costituito da un monitor touch screen. 

Anche in cantiere. Due aziende dell’Alto Adige– Niederstätter, produttori di macchinari edili e Unionbau, una delle più grandi aziende di costruzioni del territorio – hanno realizzato un supporto dotato di un pannello con pulsanti e leve che permette di guidare una gru con un braccio solo. Si tratta del primo radiocomando realizzato in Italia con un solo joystick.

POLITICHE INCLUSIVE DI ECONOMIA DIGITALE

Il rapporto “Un’economia digitale inclusiva per le persone con disabilità” curato da Fundación ONCE e ILO Global Business and Disability Network esamina da vicino la trasformazione digitale del mondo del lavoro e il suo impatto sull inclusione lavorativa delle persone con disabilità.

Lo studio esamina questa rivoluzione tecnologica in riferimento alla creazione di nuovi posti di lavoro, cambiamenti nella tipologia di mansioni e nello svolgimento di altre, a partire dagli stessi processi di assunzione e la nascita di nuove tipologie di lavoro.

Gli strumenti digitali condizionano sempre più tutta la vita professionale delle persone, perciò è essenziale che essi siano inclusivi e accessibili, altrimenti le persone con disabilità saranno ulteriormente penalizzate poiché molti strumenti saranno inevitabilmente inaccessibili senza il supporto di speciali tecnologie assistive.

COLLABORAZIONE TRA ENTI DI FORMAZIONE, AZIENDE E ISTITUZIONI

Il rapporto evidenzia la necessità che le autorità pubbliche effettuino un monitoraggio adeguato e stabiliscano requisiti di accessibilità a cui le aziende dovranno uniformarsi. 

Le aziende, dall’altro lato, devono garantire alle risorse con disabilità la formazione generale e specifica per le infrastrutture meccaniche e digitali.

In conclusione, dare per scontato che l’evoluzione tecnologica comporti un beneficio tout court per le persone con disabilità sarebbe un errore. E’ necessario che tutti si adoperino per fare in modo che vengano individuati e disinnescati quegli elementi che potrebbero trasformarsi in un ostacolo ulteriore all’inclusione lavorativa.

Sindacati e organizzazioni dei datori di lavoro dovrebbero promuovere l’assunzione di persone con disabilità, assicurandone la riqualificazione  e il miglioramento in ambito tecnologico, nel rispetto dei loro diritti e necessità. Le scuole professionali e le università dovrebbero creare programmi di formazione aperti e accessibili incentrati sulle competenze tecnologiche richieste ai lavoratori, e sull’accessibilità per sensibilizzare le aziende produttrici di nuovi dispositivi. 

Unicamente grazie alle collaborazione tra le parti interessate può essere realizzato un mercato del lavoro tecnologico ed etico che non lasci indietro nessuno.

(di Francesca Diodati)