Le donne con disabilità: vittime invisibili

Oggi in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne vogliamo evidenziare quanto questa problematica sia tanto più grave in caso di donne con disabilità.  Dal sondaggio VERA 2 (Violence Emergence Recognition and Awareness) promosso dalla FISH è emerso che di 486 donne disabili di età compresa dai 31 ai 60 anni – di cui il 70,2% ha una disabilità motoria, il 23,8 % sensoriale e il 14,6% intellettiva, relazionale e psichica –  i risultati emersi dimostrano che 303 (il 62,3%) nel corso della vita hanno subito almeno una forma di violenza, fisica, sessuale, psicologica o economica. 

VIOLENZA PSICOLOGICA

La violenza più diffusa è quella psicologica (51,4%), purtroppo ancora molto sottovalutata eppure causa di profondi e, spesso,  irreversibili danni, poiché compromette l’autostima, provoca paura e vergogna, fino a causare gravi stati di depressione. 

Al secondo posto si registra la violenza sessuale (34,6%), a cui seguono la violenza fisica (14.4%) e quella economica (7,2%). Un dato particolarmente preoccupante è anche la poca consapevolezza della violenza subita da parte delle vittime. Solo il 17,2% delle intervistate ha consapevolezza di quanto subito.

POCA ACCESSIBILITÀ AI SERVIZI ANTIVIOLENZA

Ad aggravare la situazione bisogna ricordare che molti centri e servizi antiviolenza non sono ad oggi accessibili alle donne con disabilità. Un esempio per tutti è l’inaccessibilità del numero antiviolenza (1522) per alcune patologie. Nonostante sia stato reso raggiungibile per le donne con una disabilità sensoriale, attraverso l’app YouPol che permette di fare la segnalazione direttamente alla polizia, non è ancora fruibile per chi ha una disabilità motoria grave, a causa della quale non può utilizzare il telefono.

La Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità riconosce che le donne con disabilità sono esposte a maggiori rischi, all’interno e all’esterno dell’ambiente domestico, di violenze, tensioni e abusi, abbandono o mancanza di cure, maltrattamento e sfruttamento. Esse subiscono spesso una discriminazione multipla, in quanto donne e in quanto persone con disabilità. La violenza di genere assume, inoltre, delle peculiarità specifiche: le forme di violenza cui possono essere sottoposte le donne con disabilità sono innumerevoli, ma spesso invisibili. Eppure producono conseguenze non solo sulle donne stesse, ma anche sulle politiche sociali e sanitarie e sulla storia culturale del nostro Paese».

L’IMPORTANZA DI PARLARE DEL PROBLEMA

Sottolineiamo, quindi, anche noi l’importanza di avviare una campagna di sensibilizzazione, rivolta sia alle persone disabili e non, in particolare alla famiglie di soggetti con disabilità e agli  operatori socio sanitari e di giustizia. Le informazioni devono essere accessibili a tutti, pertanto, date attraverso supporti fruibili, come, screen reader, sottotitoli, testi in braille, traduzioni nella lingua dei segni (Lis) e con la comunicazione aumentativa alternativa.

Fonte: https://invisibili.corriere.it/2021/11/24/violenza-i-dati-allarmanti-che-umiliano-le-donne-con-disabilita/#more-29422

(di Francesca Diodati)